A NZARA UN ARCOBALENO CONTRO L’HIV

Condividiamo con tutti voi le parole di Suor Wininfred, responsabile del progetto Rainbow a Nzara (Sud Sudan), che ci ha scritto per aggiornarci sulle attività svolte nel 2020. (Per informazioni sul progetto, clicca qui)

“Il 2020 è stato un anno davvero difficile, con un terremoto che ha scosso il mondo intero. Il terremoto di cui parlo è il Covid 19. Che paura nell’ascoltare le notizie internazionali e locali sulle centinaia e migliaia di persone che muoiono ogni giorno!

Ringraziamo Dio per la sua grazia e protezione della nostra comunità: fortunatamente fino ad oggi nessuno dei 1.647 membri del Rainbow è morto per coronavirus. Siamo anche soddisfatti di comunicare che il tasso di mortalità per HIV/AIDS si è ridotto di quasi il 90%. In tutto l’anno abbiamo registrato infatti meno di 6 decessi tra i sieropositivi, nella contea di Nzara.

COME È STATO POSSIBILE?

La risposta è semplice: abbiamo continuato a monitorare i nostri pazienti, fornendo loro i farmaci antiretrovirali. Abbiamo effettuato nuovi test per l’HIV e abbiamo messo in contatto i pazienti positivi alle strutture sanitarie; abbiamo effettuato visite a domicilio per il monitoraggio dello stato di salute e per offrire supporto psicologico e sociale alle persone più deboli e malate.

I volontari della comunità e i supervisori del Rainbow sono stati esentati dal lockdown e sono, anzi, stati incoraggiati a contattare le persone affette da HIV per sensibilizzarle sulle misure precauzionali anti Covid 19 e a fornire loro sapone, per lavarsi le mani. Infatti i sieropositivi sono più soggetti a qualsiasi tipo di infezione, coronavirus incluso.

Quest’anno il progetto Rainbow ha formato 50 volontari di sensibilizzazione della comunità, 6 supervisori, 6 mentori e 6 consulenti, per fornire servizi di qualità contro l’HIV e la sensibilizzazione contro il coronavirus. Il progetto è anche riuscito a pagare le tasse scolastiche per tutti i 350 orfani e bambini vulnerabili per un anno intero, sebbene gli studi siano stati bloccati dal lockdown. Siamo riusciti ad acquistare un veicolo di seconda mano che aiuta nel trasportare in ospedale i pazienti molto malati, quando richiesto.

Il veicolo viene utilizzato anche per riaccompagnare i bambini a casa, quando vengono per i corsi speciali, soprattutto per quelli che vengono da lontano. Abbiamo svolto le attività con i bambini in piccoli gruppi per volta. Ci siamo concentrati principalmente sugli orfani, loro stessi positivi al HIV, e sui bambini delle famiglie affidatarie.

I bambini sono stati felicissimi di poter ritornare a giocare insieme, dopo mesi di isolamento!

Sono stati formati in educazione alla vita, lingua inglese, matematica, calcolo, igiene, agricoltura e nel cambiamento di certi comportamenti. Abbiamo anche offerto loro i vestiti e scarpe di seconda mano, che ci avete inviato con un container! Nell’ultimo periodo ci siamo resi conto che molte bambine nella contea di Nzara erano depresse a causa di gravidanze indesiderate, tra le quali anche quattro ragazze della comunità Rainbow. Il progetto ha garantito loro vicinanza e supporto, sia psicologico che materiale.

Oltre alle attività con i bambini, abbiamo continuato le attività agricole e di pesca. Un gruppo di 15 persone nel villaggio di Nugadi ha costruito un grande stagno di pesci e il Rainbow ha fornito loro 500 lance per i pesci, oltre a semi di ortaggi. Altri 5 gruppi hanno coltivato riso, arachidi, semi di soia ecc., condividendo poi i prodotti. È una grande soddisfazione vedere i pazienti affetti da HIV lavorare insieme in piccoli gruppi di auto mutuo aiuto. Nei loro piccoli gruppi si incoraggiano a vicenda nelle difficoltà, si ricordano a vicenda degli appuntamenti in ospedale e pregano insieme. Inoltre abbiamo iniziato a intravedere una riduzione dello stigma nei loro parenti e amici che, a volte si uniscono a loro in queste attività.

 Sr. Winifred Obbo”