Abbiamo Raccolto: €0 /€0

Dettaglio Progetto Radio “Voice of Peace”

La totale o parziale mancanza di comunicazione rappresenta un grave problema: la difficoltà di interagire con persone che non vivono nello stesso villaggio o che si trovano anche solo a qualche decina di chilometri di distanza diventa estremamente limitante e tende a isolare gli individui sia mentalmente che culturalmente, ampliando così la sensazione di sconforto e solitudine.

Nonostante la situazione politica sui Monti Nuba continui ad essere estremamente complicata, la radio locale è in funzione e prosegue il suo fondamentale servizio di informazione. Aveva addirittura ampliato il proprio raggio di trasmissione, entrando a far parte del Sudan Catholic Radio Network.

“La scelta della radio, come strumento primario di comunicazione non è casuale”, dicono i tecnici, che coordinano gli interventi e forniscono le attrezzature, essi aggiungono inoltre che “la radio è una delle prime cose che gli africani comprano, dal momento che costa poco”.

Questo strumento è di fondamentale importanza perché riesce a raggiungere tutte le aree del paese, anche quelle più isolate, informando così tutta la popolazione sulla situazione africana corrente.

La radio è considerata un importantissimo mezzo di autocoscienza perché diffonde la conoscenza dei propri diritti e doveri, fornisce indicazioni igienico – sanitarie e dà informazioni di ogni genere. Viene quindi considerato “un mezzo educativo che può davvero migliorare le condizioni di vita della popolazione”.

Insieme con Sorriso aveva abbracciato con entusiasmo il progetto delle Suore Missionarie Comboniane e del Vescovo di quel momento, Macram Gassis, di avviare un network radiofonico in Sudan, inviando in loco il materiale necessario.

Sorriso aveva poi partecipato attivamente e materialmente alla realizzazione della stazione radio di Gidel, intervenendo nella fase progettuale, proseguendo con i lavori di costruzione grazie alla collaborazione dei volontari italiani e fornendo mattoni, serramenti, porte e tutto il materiale per la copertura dell’edificio, spediti dall’Italia, nel mese di gennaio 2009.

La realizzazione della radio “Voice of Peace” a Gidel rappresenta una grande opportunità per la popolazione nubana e porta anche un beneficio in termini di possibilità lavorative: gli studenti di Gidel, selezionati per lavorare nella radio locale, avevano partecipato ad un corso della durata di tre mesi sull’utilizzo del computer svoltosi a Juba, con lo scopo di prepararsi per il lavoro alla stazione radiofonica.

Nei pressi della radio furono messi a disposizione anche alloggi per il personale e per aumentare il raggio del segnale radio venne posta successivamente un’antenna sulla sommità di una collina, nei pressi del villaggio di Gidel.