Il Covid-19 e la situazione sanitaria del Sud Sudan

Lavarsi le mani di frequente con acqua e sapone è il primo consiglio igienico per prevenire la diffusione del coronavirus.

Purtroppo però questa semplicissima azione non è praticabile in molti Paesi del mondo. Si stima che solo 3 persone su 5 nel mondo hanno servizi di base per lavare le mani. Il 40% della popolazione mondiale – ovvero 3 miliardi di persone – non dispone in casa di servizi per il lavaggio delle mani con acqua e sapone.

Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l’allarme coronavirus per l’Africa e chiede aiuti per fronteggiare anche nel continente la pandemia, sottolineando l’importanza di agire subito e bene per evitare che anche il continente africano subisca un’esplosione di contagi, che qui potrebbe avere conseguenze molto più gravi degli altri Paesi dove l’infezione sta facendo il suo corso.
L’aumento dei contagi potrebbe essere letale per tantissime persone le cui difese immunitarie sono state messe in crisi da uno stato di salute già compromesso da precedenti malattie, come l’HIV.

Ad oggi, 8 aprile, è già salito a 10.710 il numero complessivo dei casi confermati di coronavirus in Africa, registrati in 52 paesi. Il Paese con il numero più alto di contagi si conferma il Sudafrica con 1.749 casi, seguito dal Nord Africa e l’Africa Occidentale. Sono in veloce progressione anche i casi riscontrati in Africa Orientale e sono attualmente 2 i contagi in Sud Sudan, come ci informa nel seguente video Suor Laura Gemignani, infermiera e amministratrice dell’ospedale di Nzara.

 

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