La pace in Sud Sudan

Finalmente una buona notizia dal Sud Sudan:  il Paese sembra finalmente aver messo fine alla guerra.

Il 22 febbraio è avvenuta la formazione di un nuovo esecutivo della durata di 3 anni. Secondo gli accordi presi nell’ultimo trattato di pace dell’agosto del 2018, il nuovo esecutivo sarebbe dovuto essere formato a maggio 2018, ma poi è stato rinviato a novembre e concretizzato solo con la cerimonia di febbraio 2020, tanto attesa e sperata, per porre fine alle sofferenze della popolazione, dopo anni di conflitto.

Forti pressioni alla formazione del governo sono arrivate da più parti della comunità internazionale, in particolare da Stati Uniti e dall’Onu, che avevano minacciato gravissime sanzioni in caso di un ulteriore rinvio.

Un ruolo importante nella mediazione per questo risultato l’ha avuto la comunità di Sant’Egidio che da mesi conduce il dialogo tra le parti. Proprio a Roma si è sciolto un nodo importante del conflitto, con un negoziato che ha portato all’inclusione delle forze di opposizione che non avevano ancora aderito al processo di pace.

Al momento restano ancora alcuni nodi da sciogliere, come l’unificazione degli eserciti. Un’altra questione che pare invece risolta è il numero degli stati da cui il Paese sarà composto. Infine il Paese resta in condizioni drammatiche dal punto di vista alimentare e umanitario, alla fine di un conflitto scoppiato nel 2013 che ha causato 400 mila morti e 4 milioni di sfollati, su una popolazione di 12 milioni.

Kiir e Machar hanno affermato che le questioni in sospeso saranno negoziate sotto il nuovo governo, che si impegnerà anche per far tornare alle loro case i rifugiati e gli sfollati interni.