L’agricoltura contro la fame, per la pace e la convivenza interetnica

“Da marzo di quest’anno siamo in lockdown, ovvero bloccati, a causa del Covid-19 con scuole ed università chiuse, senza la possibilità di studiare online. Anche l’economia in Africa è ferma, senza trasporti e i mercati che sono la vita dei villaggi in Africa.

Con questi giovani abbiamo guardato alla realtà e ai timori per il futuro soprattutto per procurarsi il cibo. Insieme abbiamo aperto dei terreni e iniziato a coltivare formando dei gruppi di lavoro.

Qui i giovani provengono da diverse etnie: Pokot, Turkana, Sudanesi… essendo il Karamoja confinante con Kenya e Sud Sudan. Etnie tutte abituate a conflitti.

Il lavorare insieme per una stessa causa, mescolando i valori del Vangelo, ci hanno portato a sperimentare il valore della pace, così da chiamare il nostro villaggio Kalia che vuol dire pace nella lingua Pokot. Ora questi giovani, che erano disorientatti dagli effetti del coronavirus, hanno ritrovato un significato per andare avanti e darsi forza testimoniando il valore della pace e pacifica convivenza che è possibile conoscendo l’altro che ci sta accanto.

Oggi, dopo circa 5 mesi dall’inizio ddella pandemia, il Kalia Village, o Villaggio della Pace, è una realtà che sta crescendo e si sta diffondendo tra queste comunità. Da Kalia Village siamo passati a Kalia Garden, ovvero gli orti della pace, dove questi giovani coltivano assieme garantendosi un futuro meno incerto sul discorso dell’alimentazione. Stanno riscoprendo doni e capacità che non sapevano di avere e li stanno condividendo con gli altri.”

Questa è una parte della testimonianza del missionario Damiano Mascalzoni, operatore umanitario in Nord Uganda e responsabile di alcuni progetti che noi di Insieme con Sorriso Onlus sosteniamo.

Ascolta “Elikya, la speranza del Vangelo senza confini – Damiano Mascalzoni, operatore umanitario in nord Uganda – 21 luglio 2020” su Spreaker.