L’appello del Vescovo Hiiboro Kussala

In Sud Sudan l’emergenza sanitaria si sta aggravando: il numero dei contagi si sta velocemente alzando ed espandendo nel Paese, con 1.604 casi ufficiali rilevati (al 9/06/2020).

L’arrivo del covid19 ha complicato una situazione che era già critica, dopo 5 anni di guerra civile che ha danneggiato gravemente l’economiale infrastrutture e le istituzioni sanitarie, oltre a causare una tragica crisi umanitaria.

Condividiamo con tutti voi questa lettera, ricevuta da Mons. Hiiboro Kussala, Vescovo della Diocesi di Tombura-Yambio.

 

Carissimi Amici,

Vengo a voi come Fratello nel Signore Gesù, Signore della Storia, con la fede nella certezza che le redini del futuro sono nelle sue mani di Padre.

Stiamo vivendo un momento epocale universale dove non ci sono ricchi e poveri, illetterati e scienziati. Tutti stiamo vivendo l’incertezza del futuro, la paura e forse anche panico di ciò che sta accadendo e abbiamo timore per ciò che non conosciamo.

Il mio paese, come molti altri, non è pronto a gestire questa Pandemia: il sistema sanitario fa acqua da tutte le parti e non ci sono risorse sufficienti.

Disinfettanti, mascherine, stivali, grembiuli e medicine, tutto deve arrivare dall’Uganda e siamo nel periodo delle piogge, i fiumi crescono e impediscono il passaggio quindi, una volta arrivati a Juba, tutto deve essere trasportato con l’aereo, anche il cibo.

L’ospedale di Nzara, che ricopre un bacino di utenza di 250.000 persone, sta lavorando duramente e a rischio. Purtroppo però non riusciamo più economicamente a mantenere i salari del personale sanitario e ad acquistare i medicinali necessari, ma non possiamo chiudere! Cosa faccio? Signore aiutaci!

Non possiamo obbligare la popolazione a stare a casa, perchè non hanno la dispensa! Dopo un giorno in casa non c’è più niente, quindi o si muore da COVID o di fame. Alcune organizzazioni si sono mobilitate al nord per organizzare distribuzione di cibo, ma nel Sud non c’è ancora niente.

I nostri politici sono impotenti e forse incapaci, due Vice presidenti sono in quarantena e non hanno ancora organizzato la struttura politica che dovrebbe gestire il paese e questa pandemia.

Io mi rivolgo a voi, amici di Insieme Con Sorriso Onlus, a voi a cui ho dato il mio cuore, il mio affetto e la mia stima.
Io so che anche voi avete sofferto e spero siate fuori dalla crisi.
Ringrazio e prego il Signore per i vostri medici e infermieri che vi hanno curato con amore.

Accompagnateci e sosteneteci e ne verremmo fuori.
ANISA è una parola Azande che vuol dire INSIEME, si insieme il Signore ci Benedice.

Vostro,

Padre Hiiboro Eduardo Kussala
Vescovo di Diocesi di Tombura-Yambio
Sud Sudan