Sud Sudan, i vescovi ringraziano il Papa per il suo “affettuoso sostegno” al Paese

In una lettera, il presidente della Conferenza episcopale monsignor Kussala esprime la gratitudine per la donazione del Pontefice di circa mezzo milione di dollari.

«Sincera gratitudine» e «apprezzamento» per Papa Francesco sono state espresse dal presidente della Conferenza episcopale cattolica del Sudan (SCBC), monsignor Edward Hiiboro Kussala, a nome di tutti i vescovi, per l’«affettuoso sostegno» del Pontefice al Paese martoriato da disordini e violenze.

Il 21 giugno scorso, il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, aveva infatti annunciato che Bergoglio «non potendo recarsi in Sud Sudan di persona, ha voluto rendere tangibile la presenza e la vicinanza della Chiesa con la popolazione afflitta attraverso l’iniziativa “Il Papa per il Sud Sudan”» con la quale consegnava al Paese circa mezzo milione di dollari (frutto anche di donazioni della Segreteria di Stato vaticana, del Dicastero per lo sviluppo integrale e di Caritas internationalis).

La somma andrà «ad affiancare, sostenere ed incoraggiare l’opera delle diverse congregazioni religiose e organismi di aiuto internazionale che sono presenti sul territorio e che si prodigano instancabilmente a soccorrere la popolazione e a promuovere il processo di sviluppo e di pace».

In una missiva inviata al Papa – e diffusa dall’agenzia Fides – monsignor Kussala, vescovo di Tombura-Yambio, scrive: «Nonostante il rinvio della visita pastorale papale nel Sud Sudan, la sua solidarietà e l’impegno è stato sentito attraverso il generoso sostegno e la donazione per il Paese. Questa donazione sarà molto utile per fornire aiuti alimentari agli sfollati nei campi profughi, per creare una larga consapevolezza sulla costruzione della pace e per promuovere la dignità degli emarginati allo scopo di realizzare uno sviluppo e una pace durevoli».

Il vescovo ricorda che, fin dall’indipendenza, il Sud Sudan ha dovuto affrontare numerose sfide: tante persone hanno perso la vita, ci sono molti sfollati, la maggioranza dei quali cerca rifugio nei paesi limitrofi, l’instabilità politica impedisce lo sviluppo del paese. «La Chiesa proclama la sacralità della vita e la dignità della persona umana come fondamento di una morale e di una visione della società – ribadisce -. Noi, come Conferenza episcopale cattolica del Sudan, siamo fortemente impegnati a promuovere il principio del bene comune come il valore della vita umana e ad alleviare le sofferenze umane causate dalle varie calamità (violenza, carestia, siccità, distribuzione disuguale delle risorse, instabilità politica, insicurezza…)».

Il presidente dei presuli sud sudanesi ringrazia quindi Francesco per i suoi numerosi segni di attenzione mostrati in passato verso il Sud Sudan, si dice onorato di ricevere questo sostegno finanziario e assicura la sua vicinanza nella preghiera non rinunciando alla speranza che, appena possibile, potrà essere riconsiderata una visita del Papa nel Paese africano.

Articolo preso da: La Stampa