Angelo Vegezzi

Vi vogliamo riportare qui di seguito la testimonianza di Angelo, attuale vicepresidente e nostro volontario storico, che ci spiega cosa significa per lui far parte del nostro gruppo.

Nel 2007 sei stato premiato da Insieme con Sorriso come il volontario con più giorni in Africa. Cos’è per te Sorriso?

Per me Insieme con Sorriso è come una seconda famiglia, con cui condivido una parte della mia vita.

Come hai cominciato ad andare in Africa? Qual è il motivo che ti ha spinto a partire?

Nel corso del 2003 e 2004 aiutai Sorriso come volontario nella preparazione dei container, con i quali veniva trasportato in Sudan il materiale necessario per la costruzione dell’ospedale di Gidel.

La curiosità e la necessità di andare sul posto per dare un supporto alla costruzione dell’ospedale mi spinsero ad accettare la proposta di Luigi, presidente della Onlus…. E così iniziò il primo viaggio verso i Monti Nuba, nell’ottobre del 2004!

Ci puoi raccontare qualche episodio che ti ha colpito?

Vorrei raccontarvi due aneddoti:

  • sono rimasto colpito dall’entusiasmo con cui i ragazzi frequentavano la scuola a Gidel, sui Monti Nuba, in Sudan. Infatti, non appena fu terminata la costruzione delle scuole secondarie, i ragazzi e le ragazze iniziarono a frequentare le lezioni con tanta voglia di studiare e di imparare. Dicevano di non volere più la guerra e quasi ogni giorno ci ringraziavano, con il loro sorriso, per la possibilità di costruirsi un futuro migliore;
  • ogni giorno, quando lasciavo la nostra capanna dopo pranzo per andare a lavorare in cantiere, incontravo un ragazzo, Kollo, che usciva da scuola. Gli regalavo sempre qualche caramella. Quando mi accorsi che non le mangiava, gli chiesi:” Ma perché non le mangi? Non ti piacciono?”. Lui, sorridendomi, mi rispose: “Io ho già mangiato a scuola, le caramelle le porto a casa per i miei fratelli e le mie sorelle”. È stato bello sapere che, con un piccolo gesto, stavo aiutando anche altri bambini.

Rientrato in Italia, che cosa ti ha lasciato l’Africa? Cosa hai riportato a casa da queste esperienze?

Sembra banale dirlo, ma l’esperienza in Africa ti aiuta ad apprezzare i piccoli gesti, la semplicità della vita quotidiana e la capacità di condividere ogni cosa con gli altri. L’Africa mi manca molto. Spero che la mia salute mi permetta di ritornarci, il più presto possibile.

Cosa diresti ad un nuovo volontario intenzionato a partire? In cosa consiste e perché si dovrebbe scegliere un viaggio di volontariato con Sorriso?

La prima cosa che direi ad un nuovo volontario è di dimenticarsi il nostro benessere e le nostre “care” comodità e, soprattutto, di partire con un buon spirito di adattamento, di aiuto e di insegnamento, nonché con la voglia di conoscere e di imparare da persone nuove e “diverse” da noi.

Un nuovo volontario dovrebbe scegliere un campo di lavoro e solidarietà con Sorriso perché, essendo una realtà non troppo grande, per Sorriso i propri volontari non sono solo dei “numeri”, ma persone con cui condividere un progetto ed un obiettivo comuni.

E poi, come già detto all’inizio dell’intervista, Sorriso diventa una seconda famiglia.