Fabio Pane

L’odore acre, pungente, che coglie immediatamente l’olfatto e fa contorcere il viso in una smorfia nel momento stesso in cui, una volta ritornato a casa, apro lo zaino. L’odore dell’Africa.

In quello zaino porto con me un’infinità di ricordi, parole, volti, suoni, emozioni…tante quante solo un’esperienza in un continente da scoprire può offrire.

Essi sono ancora più numerosi se considero che la mia esperienza africana è avvenuta in compagnia di persone speciali come Luigi ed Angelo, fondatori di Insieme con Sorriso, e di Stefano. Essi hanno da subito lavorato senza sosta per la causa sud sudanese.

Molteplici gli obiettivi del viaggio, fra tutti attivare indispensabili contatti in una nuova area e capirne le dinamiche più intime al fine di poter stabilire le priorità d’intervento. Missione non facile ovunque, e ancor più complicata in una paese come il Sud Sudan, appena uscito da 22 anni di guerra.

Mi fermo un attimo e mille ricordi affiorano, fra tutti uno accompagna costantemente la mia mente: l’ingresso nell’ospedale di Nzara, in particolare nel reparto TBC e nella vecchia pediatria.

E’ nuovamente l’odore a schiaffeggiare i sensi, per lasciar poi spazio al caldo, al buio, alla percezione di fatiscenza e degrado; i corpi dei degenti uno accanto all’altro senza continuità. E’ indescrivibile la stretta allo stomaco di fronte a tanta miseria.

Ho conosciuto tantissime persone nel mio viaggio, ma l’incontro con un ragazzino che avrà avuto 10 anni mi ha segnato particolarmente. Camminavo fra le capanne, mi sembra ancora di vederlo, aveva i vestiti lisi, un paio di taglie più grandi; mi si avvicinò, salutandomi con un sorriso radioso, comune a tutti lì, un sorriso speciale, ricco di insegnamenti.

Guardingo, guardandosi intorno, come per accertarsi di non esser visto, mi mise in mano un pezzetto di carta scritto in un inglese stentato: “Aiutami…vorrei studiare, vorrei andare via di qui per studiare e crescere. Vorrei andare in America.” (L’America…che rappresentava il sogno anche per i nostri nonni e bisnonni anni fa).

C’è molto da fare in Sud Sudan, ci vorrà tempo, denaro, costanza e molta buona volontà. Ma con l’aiuto di tutti noi, sono certo si raggiungeranno ottimi traguardi!