Roberto Bombardieri

Arrivare all’aeroporto di Juba, capitale del Sud Sudan dal luglio 2011, provoca davvero un impatto forte. In pochi metri quadrati è possibile avvertire immediatamente le mille “normali” contraddizioni di questo nuovo stato africano.

In un’unica saletta dell’aeroporto si concentrano l’arrivo ed il controllo bagagli dei voli nazionali ed internazionali, il controllo passaporti e visti di ingresso e il rilascio dei visti di entrata per i passeggeri in arrivo.

È tardo pomeriggio quando finalmente giungiamo a destinazione. Passare una notte a Juba sembra superfluo; perciò, caricati i bagagli su una jeep, partiamo subito per Nzara, dove Sorriso supporta diversi progetti umanitari, passando prima da Yambio, capoluogo regionale.

Già dopo i primi chilometri ci rendiamo conto che sarà un viaggio lungo: 14 ore di auto per l’esattezza, inclusa una sosta “tecnica” di pochi minuti. La strada è un susseguirsi di buche. Il nostro autista, anche se è notte e non c’è nessuna illuminazione, sembra conoscere il percorso a memoria, prevedendo sempre quando e come evitare di danneggiare il veicolo.

Dopo ore di viaggio, arriviamo a Nzara. Qui siamo accolti con affetto da quattro sorelle missionarie: Eugenia, Giovanna, Maitè e Susy. Quattro religiose di Comboni che stanno compiendo miracoli in questa martoriata regione del Sud Sudan, a due passi dal Congo e dalla Repubblica Centroafricana.

Con le poche risorse a disposizione, tra le altre cose, hanno realizzato una scuola primaria, che dà istruzione a centinaia di ragazzi. Gestiscono un centro di aggregazione che svolge un compito straordinario, che si chiama “Rainbow Community“, che offre assistenza a centinaia di adulti e bambini sieropositivi e malati di AIDS.

A Nzara vi è anche un ospedale che Insieme con Sorriso ha contribuito a realizzare. Qui si curano soprattutto malati di lebbra, AIDS, TBC e malaria. Questo presidio è diretto e gestito da Suor Sara Antonini, medico e missionaria comboniana.

È impossibile non essere colpiti dallo spirito di generosità, altruismo ed abnegazione di queste donne che dedicano la loro vita agli altri.

Lasciamo Nzara per dirigerci a Mupoi, piccolo villaggio a nord del paese, dove Insieme con Sorriso ha programmato un nuovo ed impegnativo campo di lavoro.

Mupoi dista da Nzara “solo” 150 chilometri, ma l’unica strada praticabile è sconnessa e polverosa e richiede quasi quattro ore di percorrenza. Anche qui le “eroine” indiscusse sono ancora le suore missionarie: Elvira ed Antonietta, che appartengono alla congregazione delle sorelle di “Blessed Virgin Mary”. Proprio per Mupoi il vescovo della diocesi locale, Mons. Eduardo Hiiboro, ha lanciato un appello a Insieme con Sorriso affinché supporti la stessa diocesi per far rinascere la comunità, che ha una storia centenaria.

Sorriso ha accettato con entusiasmo, offrendo subito la costruzione di una scuola, un’opera che guarda ad un futuro di sviluppo e di emancipazione per tutta la popolazione.

Un progetto importante ed impegnativo, che non sarebbe possibile sviluppare senza l’aiuto di tanti volontari e benefattori che sostengono materialmente ed economicamente l’impegno umanitario di Sorriso.

Grazie, cari sostenitori di Insieme con Sorriso, che permettete tutto questo. I nostri giorni e le nostre settimane di duro e faticoso lavoro si susseguono tra non poche difficoltà ed ostacoli, ma mai ci perdiamo d’animo. Vogliamo offrire il nostro aiuto e siamo qui per farlo!

L’ancora alla quale tutti noi possiamo aggrapparci anche nei momenti più duri sono, senza ombra di dubbio, le suore missionarie che riescono sempre a trasmetterci un messaggio di grande ottimismo.