Susanna Bernoldi

Ogni giorno è un dono e non va sprecato, soprattutto se si tratta di vacanze tanto attese che daranno la possibilità di conoscere luoghi e persone nuove e incontrare nuovamente persone a noi care.
  • 5 GIORNI IN BICI CON SILVIA, lungo le piste ciclabili della Valsugana, immerse in una natura stupenda, pedalando lungo il corsoi del fiume Brenta: le acque, gli argini ricchi di vegetazione, Bassano del Grappa, Cittadella, Padova, le stupende ville lungo il fiume.
  • ROMA, IN ATTESA DEL VOLO PER L’UGANDA. Mi ritrovo con Sr. Carmela, suora comboniana con tanti anni di missione in Ciad, Congo, Centro Africa alle spalle. Faccio la conoscenza di altre suore che hanno operato tanti anni in Medio Oriente e in Africa. Per loro, coraggio e fatica sono valori fondamentali.
  • IL VOLO. Ammirando, in una giornata di sole,  la costa italiana, la Sicilia e le tante isole immerse in quel mare meraviglioso, il mio pensiero subito va alle barche che hanno portato nel mio paese migliaia di persone in fuga dalla morte e dalla disperazione.
C’è solo mare fino a quella terra desertica che ospita le piramidi, le maestose costruzioni del Cairo. Il  mio pensiero arriva fino a piazza Tahrir, ad un popolo intero, soprattutto alle tante donne che, come in altri paesi arabi, hanno lottato in prima fila pagando anche caro, per avere un governo più giusto!

Arrivo in Uganda, Entebbe, Namugongo: finalmente poso i 33 kg di bagaglio, finalmente sono “coccolata” da quei “giganti” che sono Sr. Giuseppina e Sr. Franca, entrambe con alle spalle un lungo passato di missione, di lotte non violente a fianco del popolo sud sudanese e ugandese.

  • Un solo giorno prima della partenza, dopo aver ottenuto l’indispensabile visto di ingresso faccio un bel giro a piedi fino alla basilica della città,  costruita dove furono torturati e uccisi i primi martiri d’Uganda. Mi inoltro tra i negozietti della via fermandomi tra i bimbi felici ed entusiasti per la presenza di una “musungo”.
  • Finalmente riesco a raggiungere il Sud Sudan via terra! Mi stava ormai stretto il privilegio di permettermi il breve volo con il MAF, così ecco spuntare l’opportunità di viaggiare con Sr. Justine, giovane suora sudanese. Le preoccupazioni del viaggio via terra sono state la guida da Formula 1 dell’autista del bus che, per 500 km, ha evitato animali, buche-voragini e che ha sorpassato, con stile da brivido, un’infinità di altri camion. Io ero proprio in prima fila, l’unico posto in cui si possono stendere le gambe, peccato che …. Ci si renda conto di tutto!

L’istinto di sopravvivenza mi ha fatto addormentare per buona parte del viaggio. Alle 6 del mattino ci siamo ritrovate a Koboko. Lì siamo andate alla ricerca di un’auto per arrivare a Yei, per poi passare la frontiera a piedi. Tratto piacevole, solo in 4 in un’ auto stracarica.

Non avevo mai assistito al momento in cui vengono caricate le jeep. La nostra ci ha portato in 13 con una montagna di bagagli fino a Yambio, con soste per le necessarie “short call” (la nostra pipi) e per aiutare l’autista di un camion, rimasto prigioniero del fango, e a due uomini feriti dopo essere caduti dalla loro moto.

Il giovanissimo autista, semplicemente eccezionale, ha saputo destreggiarsi tra laghi di acqua e distese di fango, guidando sotto scrosci d’acqua torrenziali, senza i tergicristalli….. Percorsi, così, anche i secondi 500 km.

Dopo una notte e una mattina a Yambio dalle missionarie comboniane, ho raggiunto Nzara in auto con Denis, uno dei Christian Brothers che da 41 anni dedica la vita a quel popolo dal quale è considerate un vero padre, avendo salvato un numero incredibile di vite dando cibo e trasportando feriti sotto i bombardamenti dal Sudan. Un grande, dolcissimo e timido irlandese.

Sono a casa. E mi fanno sentire a casa i continui richiami della gente: studenti, catechisti, maestre e Mario, un ex malato di lebbra che mi ha chiamato forte dall’altra parte dello spiazzo tra la missione e la chiesa, raggiungendomi con la sua andatura faticosa che mi ha abbracciata come non aveva mai fatto, dandomi tante pacche sulla schiena con le sue mani tutte contorte: la lebbra gli ha portato via qualche parte del corpo, ma non il cuore!

Inutile scrivere ancora a lungo, tanto non potrei mai trasmettervi le emozioni forti che ho provato nel rivedere volti amici e nel sentirmi accolta con tanta gioia!

Ieri, secondo anniversario dell’Indipendenza, una festa grandissima. Ho accompagnato Sr. Eugenia alla pista dell’aeroporto di Yambio; per problemi di volo deve partire e la rivedrò solo a fine mese…

Al ritorno sentivo il bisogno di immergermi nella “mia” Nzara.

Sono andata in bici a dispetto del sole caldo del primo pomeriggio, lungo i sentieri immersi in bellissimi corridoi verdi, dove le uniche voci udite sono quelle degli uccelli, ogni tanto zittite dalle moto con le quali dovevo contendere le strette strisce di terra asciutta tra il tanto fango lasciato dalle piogge quotidiane.

  • Altro che sudore! Da tutti i pori mi esce una gioia che non trattengo. Il Signore è esageratamente grande con me. Sono felice di essere qui, tra questa gente a pregare e lavorare con le Sorelle: Sr. Giovanna Calabria, la mitica superiora; Sr. Sara, medico, responsabile dell’ospedale, aiutata da una dottoressa milanese, volontaria per un anno; Sr. Susena, del Salvador, nuova responsabile della scuola che conta più di 1000 alunni; Sr. Rachel, messicana, che aiuta Sr. Giovanna nei progetti per le donne, HIV e lebbra e nella soluzione dei quotidiani problemi degli orfani e tantissimi altri!
  • Vi lascio con il racconto del primo giorno di lavoro: un’ora di ginnastica con i bimbi sieropositivi, o figli di sieropositivi del Rhoda. Fantastici!!!! Pur così piccini svolgono gli esercizi così bene che vengono imitati anche da alcuni uomini e donne che erano intenti nei loro lavori e anche da Sr. Rachel!
Domani inizierò anche a lavorare con i bimbi dell’asilo ma, nel frattempo, ho fatto la supplente in tre classi.

Come sono contenta di vedere quella luce negli occhi dei bambini! E come sono felice di trascorrere le mie giornate con le mitiche sorelle!

Alle amiche e agli amici che hanno voluto partecipare a questa esperienza con un’offerta, assicuro che sono parte attiva di un progetto di amore grande!